venerdì 31 ottobre 2008

un dolce "pret a porter"

Preparatevi!

Questo è il primo di una serie di post che dedicherò agli stampi in silicone che mi sono stati omaggiati dalla Silikomart, non me ne vergogno a dirvi che un mesetto fa mi hanno contattata ed ho accettato ben volentieri di provare parte della loro "produzione"... ovvio... tutto fatto con il mio solito stile da mamma indaffarata e nulla più!!! E a loro è andata bene così!

E venerdì finalmente mi è giunto il loro pacco!!!!

A dirla tutta lo stampo in questione si chiama LINGOTTO e già il nome mi ha fatto pensare non ai lingottini d'oro ma alla città dove vivo... è uno stampo che si presta meglio a creazioni di mousse salate da far "riposare" in frigo...

Io invece ho voluto usarlo x farci delle tortine dolci... in fondo il lingotto è anche la forma che si da all'oro... e le mie tortine erano preziose... le ho usate x ringraziare chi, sabato, ci ha concesso di andare al Salone... chi con affetto ha coccolato Chiara nelle ore in cui noi due eravamo lì a festeggiare il nostro Anniversario! Ancora grazie Federica e Nicola! Se non fosse stato per voi....

la ricetta l'ho tratta dal blog di FdZ ... mi ispirava tanto l'uso dell'olio al posto del burro e l'abbondante uso generoso del limone... entrambi donano ai dolcini un gusto unico!!!

Con queste dosi ho realizzato 8 muffin e 8 lingottini...

180gr di farina, 1 cucchiaio di lievito per dolci, 3 uova medie (circa 60g l'una), 170gr di zucchero, 150ml di olio extravergine di oliva, 2 limoni non trattati, 1 cucchiaio di semi di papavero, 1 pizzico di sale

Scaldare il forno a 180 C. Lavare i limoni e grattugiare la scorza. Spremerli e mettere il succo da parte. In una terrina unire la farina, il lievito, lo zucchero, la scorza di limone e i semi di papavero.

Mescolate bene gli ingredienti poi aggiungete l'olio, il succo di limone e le uova legermente sbattute. Se il composto dovesse risultare ancora asciutto, aggiungete un pò di latte.

Mescolate delicatamente e versate negli stampini senza pero' riempire fino all'orlo in modo che non si gonfino durante la cottura. Infornate per 35 minuti lasciate raffreddare e spolverate con zucchero a velo.

Buoni, Buoni, Buoni!!!


martedì 28 ottobre 2008

Cronaca azzurra del Salone del Gusto




Il Salone del Gusto è un evento,è giusto dirlo.
Nel tempo l'evento è cresciuto, per dare spazio e rappresentanza a più aziende, a più realtà. Come tutti gli eventi che pretendono di rappresentare realtà così vaste, per essere goduti appieno hanno bisogno di uno studio preventivo, e di molta, MOLTA, calma.

La calma e il tempo sono state le cose che ci sono mancate per esplorarlo come avrei voluto... L'ingresso al salone è stato un'occhiata veloce e qualche assaggio per stuzzicare l'appetito in vista del nostro evento...

Attraversando banchetti e banchettini di vari generi, dopo un saluto da lontano alla cantina e alla birreria (avrebbero meritato una lunga visita a parte...), siamo andati subito a cercare lo spazio del cibo da strada, che poteva essere una vera rivelazione... E, invece, sinceramenete non mi ha entusiasmato, ma sono caduto in tentazione sul cartoccio di calamari fritti : uno dei miei punti deboli! (alle 12:00 ci stava bene)



Ma poi i calamari della riviera del Brenta sono così speciali? Sarà che sono un pugliese, ma quelli che mangio a Lecce sono più saporiti!

Anche lo stand del Lazio ha puntato sui cibi da strada (Panino con Porchetta su tutto, ça va sans dire), siamo passati allo stand della Puglia (molto molto elegante, e non per partigianeria... Pannelli neri con teche che racchiudevano gioielli della tradizione, come le scamorze legate con lacci dorati), e allo stand del Veneto (dove ho assaggiato dei fasolari crudi ottimi, questi sì).

Dirigendoci verso lo stand della Valle d'Aosta siamo rimasti colpiti dal folklore e dal colore degli ospiti di terra madre che portavano le loro esibizioni in giro per gli stand.




L'Emilia Romagna non era da meno con un esibizione cantata sulla preparazione del tortellino...







Dopo questo giro pre-aperitivo ci siamo calati nel nostro evento invito del pranzo valdostano. Katy da buona padrona di casa ci ha accolto nello stand e dopo due chiacchere i sommelier hanno cominciato a farci capire come sarebbero andate le cose con un aperitivo fuori programma.

Ho assaggiato il boudin di sanguinaccio senza sangue (una salsiccia di rapa rossa, patata e lardo) accompagnata da fontina e pane nero raffermo.

Sulle portate del pranzo vi dico che sono state tipiche, rustiche ed eccezionali per semplicità e sapore allo stesso tempo.









le parole sentite al tavolo sono state altrettanto eccezionali: l'amore di Roberto Ronc per la sua regione, le montagne, gli alpeggi, la fontina e il latte e le vacche.

Avrei voluto avere la possibilità di scambiare meglio due chiacchere con Guffanti, l'affinatore di formaggi che aveva iniziato un discorso sulla qualità nel mercato dei formaggi in generale e della fontina in particolare, poi interrotto.

Avere i sommelier al tavolo ha stimolato la mia curiosità, e si doveva vedere parecchio, perchè dopo le spiegazioni passavano da me a dire qualche altra notizia sul metodo o sul vigneto... Con sei vini su sei portate, credetemi: la curiosità si fa ebbrezza...

Cronache rosa dal SdG 2008 - la parte di Cuochetta

Sabato 25 anche Cuochetta in compagnia del suo prode cavaliere hanno varcato la soglia di quello che insieme all'uscita abbiamo definito il BAZAR DEL GUSTO... la motivazione era quella di festeggiare i nostri primi 5 anni di matrimonio in modo "originale" di certo ci siamo riusciti!

Non vi farò una telecronaca di quello che ho vissuto... ci sono persone che l'hanno già fatto in maniera esemplare e vi rimanderò alla fine del mio post ai loro post così completerete la "visuale"...

Una cosa è certa... quando 4 anni fa partecipai al mio primo salone c'era tutto l'entusiasmo e la "forza" di sostenere tale evento... questa volta mi sono sentita "diversa".... un pò spaesata, un pò cinica, un pò come " Gesù nel Tempio"... si è questa l'immagine un pò "biblica" che mi ha fatto venire alla mente quel luogo.... mercanti di ogni dove, gente da ogni dove, caos e confusione... a che scopo?

Immaginatevi il vostro mercatino rionale... moltiplicatelo all'ennesima potenza, rendetelo unico al mondo e fate in modo che ci sia una rappresentanza dei mercatini rionali di ogni piccolo luogo della terra... provateci e chiudete gli occhi... questo è quello che si tenta di fare del Salone Internazionale del Gusto... paesi ricchi e paesi poveri che si mischiano in una babele di gusti, suoni, sapori e odori...

Poi, per fortuna, al Salone si va anche ad incontrare cari amici... ed invitati da loro ci si immerge (almeno si tenta) di immergersi in un atmosfera diversa, meno caotica... montanara salubre e "rilassante" come lo stesso Roberto Ronc (tecnico dell'Assessorato regionale dell'Agricoltura e delle risorse naturali della Valle d'Aosta) ha definito...ma di questo vi racconterò meglio in un'altro post... see you!


Lo stand emiliano dopo la performance sul "tortellino"... gli oggetti si riposano!

Stand Pugliese... dove una pugliese aveva voglia di "sentirsi a casa"

Campagna x la difesa del lavoro dei contadini

Campagna x la sensibilizzazione alla raccolta differenziata dei rifiuti

Come riciclare un pò di vecchi quotidiani e riposarsi in "santa pace"

Giusto-Buono-Pulito... sarà sempre così?

Lo stand della Valle D'Aosta


Fontina=Vallèe
Prima...


Fontina=Vallèe
Dopo...

Per altre visioni della stessa esperienza vi rimando
da Marinella , da Davide, dai CdC, da Giu&Cat, da Grazia...

mercoledì 22 ottobre 2008

una pasta semplice x un periodo complicato

No... non voglio assolutamente tediarvi, non ve lo meritate... ma potete ben immaginare i motivi della mia assenza dal blog... insomma qui, dicono, CI DOBBIAMO FORMARE GLI ANTICORPI e dobbiamo anche mettere a dura prova la PAZIENZA, la CAPACITA' genitoriale, la FANTASIA e la FORZA FISICA ....

ma la cucina, la cucina rimane...
passione sfrenata mentale e materiale...
quella non la voglio abbandonare!



Oggi vi propongo una ricetta semplice semplice, ma d'altronde è la legge della sopravvivenza organizzarsi in questi periodi con ricette poco elaborate... arriveranno tempi migliori in cui come mamma e donna avrò la calma di CUCINARE come si DEVE!

Dosi x 2 persone
170g di pasta genovese detta CROXETTI**
100g di salmone affumicato
una piccola cipolla bianca
panna da cucina 80ml (circa 3 cucchiai)
vino bianco
sale
pepe bianco
prezzemolo

Il procedimento è semplicissimo: mentre cuoce la pasta si soffrigge leggermente la cipolla e la si sfuma con poco vino bianco, si agginuge il salmone tagliato a piccole listarelle e si spegne il fuoco... quando la pasta è cotta la si manteca in padella aggiungendo secondo il gusto poco sale, pepe bianco e prezzemolo, in ultimo i cucchiai di panna.

Servire caldi.

**I corzetti o croxetti sono una pasta tipica della cucina ligure.
Sono detti stampati perché la decorazione di questi piccoli cerchi di pasta a forma di medaglione è ottenuta mediante uno stampino in legno che decora la pasta in modo da "prepararla" ad accogliere meglio il condimento. In alcune botteghe artigianali si trova ancora chi fabbrica questi stampi così utili per preparare questa pasta tipica.
I corzetti stampati compaiano nel medioevo, nell'epoca rinascimentale. Le famiglie nobili del tempo pare ordinassero ai loro cuochi di realizzare un tipo di pasta che riportasse il proprio stemma, tutto ciò con lo scopo di rammentare ai commensali l'importanza della loro famiglia e per riaffermare il proprio dominio sul territorio.
Le incisioni erano solitamente differenti sulle due parti.
Il nome deriva dall'immagine stilizzata di una piccola croce, una crocetta ("cruxetta") con la quale veniva originariamente decorato un lato di questi medaglioni, da qui il nome "cruxettu".
Gli stampi sono composti da due parti: una è un cilindro con una parte dai bordi taglienti e serve per tranciare i dischi di pasta, l'altra ha la forma di timbro..
Il legno utilizzato per la costruzione degli stampi è di essenze particolari (melo, pero, acero, faggio), per evitare che il tannino o le resine, presenti in altri legnami, trasmettano alla pasta un gusto sgradevole.
(notizia presa dalla RETE)


Intanto mi preparo psicologicamente a sabato...
festeggierò 5 anni di matrimonio in un modo del tutto originale...
ve lo assicuro! ^__^



giovedì 16 ottobre 2008

WBD - La giornata mondiale del pane - il mio pane alle 7effe






3rd World Bread Day hosted by 1x umruehren bitte aka kochtopf


Partecipo finalmente anche io al 3° anno dell'iniziativa promossa da ZORRA di kochtopf

Purtroppo un pò in "corner" perchè presa da altre cose (doveri di mamma-infermiera) sono costretta a scrivervi velocemente la ricetta di questa bella pagnotta fatta questo WeekEnd in occasione dell'apertura del mio B&B ^__^





Pagnotta alle 7effe per 7 commensali affamati

Ingredienti

300g farina SetteEffe* del Mulino Marino
200g du Farina "0"
230ml acqua
20g lievito birra fresco
2cucchiaini di malto di riso
2cucchiaini di sale
1CUcchiaio di olio EVO
80ml latte

Ho fatto il poolish con
50g di farina 0
50ml di acqua
i 20g di lievito
i 2c di malto

Ho atteso il suo raddoppio (circa 1 ora) e impastato i rimanti ingredienti con il poolish.

Ho formato la pagnotta e l'ho messa a lievitare avvolta in un telo di lino per circa 2 ore, dopo ho fatto due folding con le pieghe di Adriano intervallati da mezzora di lievitazione tra il primo e il secondo.

Ho poi acceso il forno a 200° e inserito la pagnotta tagliata con una lama affilata come dalla foto.
Nel forno per creare umidità ho inserito 2 bei cubettoni di ghiaccio, così la crosta risulterà perfetta!

7effe sta x 7farine: grano tenero-grano duro-segale-farro-mais-riso-grano saraceno (un mix fantastico!)

Buon appetito a tutti e Buon pane!



martedì 14 ottobre 2008

Riemergo e pesto... cosa? part two

Che fatica!
beh... non è semplice avere la casa piena di sorrisi e contentezze... no no non mi lamento mica io... e chi dimenticherà la faccia di Chiara contenta con la sua innocenza di bimba quando questo o quell'altro zio la riempiva di attenzione e coccole... di piccoli regali e sorprese... penso che ognuno di noi ha nel suo cassetto dei ricordi questi momenti da bimbo felice... e così sono stata ass
ente giustificata dalla mia Blogosfera, dal mio Feisbuuk, dalle mie mail tra amiche, dai miei forum preferiti...

Le coccole poi, sono state e continuano ad essere anche per me... ora la mia sorellina minore (la Lux) sta COMBATTENDO nel vero senso della parola con un chilo di cozze sarde... che nutriranno me, Vince e lei questa sera... io che ODIO pulire le cozze come non potrei essere felice di tal coccola???

E mentre mi preparo anche io al BREAD Day (quest'anno partecipo anche io YEAHHH!) (le istruzioni le trovate cliccando qui o sul bannerino alla vostra sx)
intanto vi posto un pesto molto gustoso... sempre per partecipare alla PESTATA Fantasy della Gì...



Pennette con Pesto di Zucchine e pistacchi
(tratta dal libro RICETTE DI OSTERIE D'ITALIA - L'ORTO SlowFoodEditore)

x 4 bocche da sfamare
380g di pennette rigate (le mie? Rummo)
3 zucchine grandi (io ho usato la varietà di zucchina trombetta tipica della Liguria)
un ciuffetto di prezzemolo
un cucchiaio colmo di pistacchi di Bronte
parmigiano reggiano
olio EVO
sale, pepe nero

Pulite e lavate le zucchine, tagliatele a rondelle e soffriggetele in olio EVO, quando saranno uniformemente dorate, tritatele con i pistacchi (tenetene da parte alcuni per la guarnizione e conservate intera qualche rondella di zucchina), un filo d'olio, sale, pepe nero macinato e un ciuffetto di prezzemolo. Frullate il tutto fino ad ottenere un amalgama omogeneo.
Lessate la pasta in acqua salata, scolatela e saltatela insieme al pesto, servite con abbondante parmigiano grattugiato, guarnendo i piatti con rondelle di zucchina passate nell'olio e pistacchi.




mercoledì 8 ottobre 2008

Pesto Fantasy part one


Avrò a breve la casa invasa da fratelli e cognati... sembra si siano messi daccordo... ma per una serie di coincidenze bazzicheranno casa fino a martedì ben 3 zii di Chiara più una acquisita... un bel numero se si pensa che da 3 si diventa in 7!

Così prima di immergermi in chiacchiere, giri x la città e cucinate varie... posto velocemente la mia prima ricetta di PESTO che partecipa all'iniziativa di FIORDISALE...

Concorso Pesto 2008


Non mi affibbio la maternità della ricetta... l'ho presa chissà da dove e appuntata sul mio blocco delle ricette... e in questa occasione leggermente modificata..

Siori e siori.... ecco a voi il
PESTO DI PREZZEMOLO E NOCCIOLE DELLE LANGHE

Mettete nel vaso del frullatore o, meglio, nel mortaio un ciuffo abbondante di foglie di prezzemolo con 50 g di grana, uno spichio d'aglio, uno scalogno, 50 g di nocciole delle langhe tostate e sgusciate, un cucchiaio di aceto di mele e 5 filetti di acciughe sottolio. Frullate tutto diluendo con circa 2 dl d'olio fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo. Quando è pronto regolate di sale, insaporite con un pizzico di peperoncino piccante.




Questo pesto è perfetto per farro, orzo e altri cereali lessati e Tagliatelle... io però l'ho usato per condire delle caserecce integrali del pastificio Garofalo di Gragnano... ottimo direi!

lunedì 6 ottobre 2008

giovedì 2 ottobre 2008

Il ricordo di un sapore

Ci sono volte in cui ti basta leggere di sfuggita un post, nella tua vita che pur sembrando nella norma si verifica molto più frenetica di quanto tu possa desiderare... immagazzini le informazioni... non ci pensi più...
poi un mattino come tanti, quello di una domenica passata in casa "agli arresti domiciliari" (immaginate un pò perchè...), ti ritorna alla mente qualcosa DI ANTICO... allora pensi, pensi a quello che le tue papille gustative vorrebebro ritornare a GUSTARE... Ti vengono alla mente antichi sapori e ricordi di infanzia... e così ritorni bambina e ti viene voglia di riprovare le stesse sensazioni...

Nonna Irene non era mia nonna, era la nonna dei miei cugini ovvero la mamma del loro papà che non è nè fratello di mia madre e nemmeno di mio padre, ma che ha sposato la sorella di mia madre... loro sono greci... dell'Isola di Kos... la nonna Alessiadis faceva di cognome e nei suoi lineamenti e nei suoi sorrisi potevi godere del mare che li abbracciava..
Io e i miei fratelli abbiamo vissuto momenti di festa felici a casa dei miei zii..
momenti in cui univamo con inconsapevole innocenza da bimbi nelle nostre bocche la cultura gastronomica e i sapori di due paesi così vicini e così lontani: la Grecia e l'Italia...

Questa ricetta fa parte di quei momenti, tramandata a voce e trascritta nei quaderni di cucina di tutte le donne del clan...



CAKE DI NONNA IRENE

Dosi per una teglia di 26cm di diametro

400gr di mandorle pelate e leggermente tostate e tritate
220gr di pane grattugiato secco
250gr di zucchero
50gr di farina 00
6 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato,
200gr di uva sultanina
cannella macinata al momento q.b.
succo di mezzo limone
succo di mezza arancia
la buccia di un limone grattugiata
un bicchierino di cognac,
zuccata o cedro canditi q.b.
latte q.b.

Preparare tutti gli ingredienti in modo tale da avere tutto a portata di mano.

Pelare le mandorle, tostarle e tritarle finemente.
Inumidire l'uva sultanina per qualche minuto, strizzarla e infarinarla.

Separare i bianchi d'uovo dai tuorli e montarli a neve con un pizzico di sale.

Montare i rossi incorporando a poco a poco tutti gli ingredienti. Il composto risulterà piuttosto compatto, aggiungere in ultimo i bianchi montati a neve e se l'impasto dovesse risultare troppo secco aggiungere il latte, ma non troppo da farlo risultare liquido, deve solo risultare facile da mescolare con un cucchiaio di legno.

Versare il composto in una teglia da 26 cm foderata da carta oliata. Scaldare il forno a 180° e cuocervi il cake per circa 30m. Deve risultare ben dorato. Raffreddare e trasferire in un piatto da torta, può mantenersi parecchi giorni...




Questa ricetta partecipa al concorso organizzato da CavolettoDiBruxelles
Si ringraziano Giuseppe e Celeste per la "ciotola" che ospita il cake...