mercoledì 24 dicembre 2008

il mio + semplice augurio...


SONO QUI!!!
ci tenevo a passare da casa mia, anche se digito sulla tastiera con le dita di una sola mano... l'operazione è andata ok, ora sono "convalescente"... ed il 30 mi toglieranno i punti... una cosa è certa: per una come me che ha sempre le mani in movimento, arrangiarsi con una mano sola è moltooooo difficile :)

vi ringrazio tutti x i pensieri dolci e sinceri che mi avete dedicato... vi voglio bene

Anche se mi è difficile passare dalle "vostre case" approfitto
di questo post x augurarvi i miei più cari auguri!


Biscotti di Natale allo zenzero

Ingredienti per circa 20 biscotti:
300g di farina 00
2 cucchiaini di zenzero in polvere
1 cucchiaino di cacao amaro in polvere
2 cucchiaini di cannella in polvere (a chi li ha fatti non piaceva e non l'ha messa)
120g di burro freddo
6 cucchiai di miele liquido (abbiamo utilizzato il millefiori)
per la glassa:
200g di zucchero a velo (senza amido di mais)
un albume d'uovo
qualche goccia di limone

Mettere la farina, la cannella, lo zenzero ed il cacao a fontana in una coppa e impastare con il burro freddo fatto a tocchetti. Il composto assomiglierà a grosse briciole di pane. Aggiungere il miele fino ad ottenere un impasto omogeneo. Trasferire l'impasto in un foglio di pellicola trasparente e mettetelo in frigo a riposare per circa 30 minuti. Spolverizzare con un pò di farina il piano da lavoro e stendete la pasta fino a che sarà alta mezzo centimetro. Tagliare i biscotti con il taglia biscotti prescelto e metteteli sulle teglie foderate di carta forno (io non avendo il tagliabiscotti natalizio, ho disegnato sulla carta forno la forma che volevo e poi ponendola sulla pasta stesa ne ho ricalcato la forma).
Infornate per 10 min circa a 180°C finchè non saranno leggermente dorati.
Mentre i biscotti si raffreddano preparare la glassa: sbattere per circa 7-8 minuti con un mixer elettrico lo zucchero a velo insieme all'albume, aggiungere le gocce di limone facendo attenzione a non rendere la glassa troppo liquida. Inserire la glassa in una saccapoch e decorare i bordi dei biscottini.

Buon appetito
biscotti realizzati da LuX (sorellina di cuochetta nonchè zia di cuochettina)

venerdì 12 dicembre 2008

Tutto L'Universo Ubbidisce all'Amore

"


Eccomi... e scusate se ho "latitato".. ma quando uno non ha testa.. è meglio che non fa uscire parole di cui si potrebbe pentire o sforzarsi di essere comunicativa... oggi finalmente ho saputo che mi opereranno il 16, martedì prossimo e sembra incredibile la coincidenza... 3 anni fa lo stesso giorno è nata Chiara e ho fatto il cesareo, in pratica è un giorno fortunato questo 16 dicembre!

Però almeno ho la data, era il non sapere che mi agitava,
ora sono agitata si, ma in maniera diversa... sollevata già da un piccolo peso...


Un vecchio detto dice L'UOMO PROPONE E DIO DISPONE... e accettiamo che sia così... una dimostrazione continua di amore... è quello che credo che sia, ogni cosa che ci accade bella o brutta che sia...


Oggi una ricetta di rimando... la focaccia solita di casa mia con una sola piccola variante... non solo patata lessata ma anche zucca in uguale proporzione... fantastica!!! E' così che mi consolo io... a spignattare e cucinare non mi stancherei mai, da martedì sarò al riposo forzato, ma dirigerò il traffico... tra dolci, panettoni home made, e pane tanto pane, che la mania di non comprarlo più l'ho diffusa anche qui! :)

Vi abbraccio amici miei...
con una mano sola vi scriverò presto "ciao!" e vi racconterò come sarà andata!!! PROMESSO!

venerdì 5 dicembre 2008

Li ho trovati.. in una bancarella al mercato di Bari...

Che stia frequentando la città di Bari ultimamente per molti amici non è una sorpresa, una cosa che non tutti sanno è che sotto casa delle mie sorelle ogni giorno c'è un mercato ortofrutticolo-di carne, pesce e di tutto di + che fa invidia a molti mercati torinesi... Oltre al folkloristico modo di addobbare con cartelli che ispirano tenerezza ed ilarità ogni piccolo banco, davvero si compra a prezzi concorrenziali!

Ed è in questo mercato che ho trovato LORO: I ceci neri!!!
Ancora non riuscivo a crederci, poi il ragazzo mi ha spiegato che è tipico legume di coltura meridionale... e così mi sono fatta tentare!

Di loro nella "rete" dei foodblogger avevo già letto qui, qui e qui...

Il legume pregiato richiede un ammollo lungo... almeno di 48 ore con frequenti lavaggi intermedi... una volta ammollati li ho cotti in pentola a pressione per un'oretta circa con carota, cipolla e sedano e senza sale (aiuta a non rendere la buccia + spessa di quanto sia...).

Una volta cotti li ho scolati con una schiumarola e saltati in padella con un soffritto di aglio e alloro.
Ho aggiunto un bel pò di tagliatelle di grano duro maltagliate (senza uova) e mantecato con sale e pepe.

Il pasto è piaciuto alla truppa, il cece mantiene il sapore della terra... è un pò "pesante" come legume, io per 5 persone ho cotto 200g di ceci secchi, ma ne bastavano meno...!






mercoledì 3 dicembre 2008

Ho bisogno di cose lente... ma ho anche un pò di fretta

U mamma mia che titolo lungo oggi...
ma è così..
diciamo che sono in perenne attesa della data in cui verrò finalmente "operata"... si insomma devo farmi tagliare un polso x cacciare via una "bendetta" ciste... e immaginate un pò il mio umore ballerino...

E così... mentre ho fretta di sapere ho nello stesso istante bisogno di lentezza... di calma..
E cosa può essere meglio che una panificazione lenta lenta???

Per questo pane (LO DICONO ANCHE LORO) non bisogna avere fretta, e credetemi il risultato MERITA!

Per comodità io vi ritrascrivo dosi e procedimento, Kat e Remy capiranno, ma andate a vedere anche la loro bella pagnottella qui...

IL PANE DELLA LENTEZZA DEGLI SCRIBACCHINI

Il poolish:
300 gr. di farina di forza (Manitoba)
300 gr. di acqua
2 gr. di lievito di birra fresco

Messo tutto nell'impastatrice e fatto girare pochi minuti. Lasciato lievitare 14/16 ore a 18°.

Il giorno dopo:
330 gr. di semola rimacinata di grano duro
100 gr. di acqua
2 gr. di lievito di birra fresco
un cucchiaio d'olio evo
1/2 cucchiaino di malto d'orzo
sale a piacere (poco è meglio)

Abbiamo messo il sale nella farina e mescolato ben bene, poi aggiunto la farina un cucchiaio alla volta al poolish mentre l'impastatrice girava.
Poi l'acqua nella quale avevamo precedentemente sciolto il lievito e il malto e, alla fine, l'olio.
Fatto lievitare per altre 4 ore a 18° e rilavorato per alcuni minuti ripiegandolo su sè stesso più volte.
Fatto riposare una mezz'oretta, gli abbiamo dato la forma e lasciato nuovamente lievitare altre 3 ore.
Infornato a 240° con ciotola d'acqua e spruzzata sulle pareti. Dopo 10 minuti abbiamo abbassato a 210° per 40 minuti.
Quando si abbassa la temperatura sarebbe meglio togliere l'acqua per far diventare più croccante la crosta.
Sfornato e lasciato raffreddare leeeentamente coperto con un telo.

POCHE LE MODIFICHE APPORTATE:
  • l'aggiunta delle olive nere leccesi... quelle con il nocciolo e piccole piccole, che ci volete fare... sono golosa!
  • l'uso di semola rimacinata del mulino sotto casa... rigorosamente pugliese
  • la pezzatura, ho fatto, con queste dosi, 5 pagnottelle di circa 250 g l'una.




lunedì 1 dicembre 2008

Vino per la Neve - la mia Colva Sprint


Della COLVA vi avevo già parlato due anni fa qui è una specie di "macedonia invernale", i siciliani mi pare la chiamino CUCCIA... qui dalle mie parti (quelle pugliesi) si mangia i primi di novembre in occasione della commemorazione dei defunti...
a me piace tanto e così spesso mi preparo questo dolce al cucchiaio CORROBORANTE... la sua preparazione prevede l'ammollo del grano per poi cuocerlo (ed è da programmare almeno 3 giorni prima)... ma essendo golosa e avendone un desiderio quasi immediato abbiamo inventato la versione SPRINT e devo ammettere che il risultato ci ha soddisfatto molto... l'unica differenza rispetto all'originale? L'USO DELL'ORZO AL POSTO DEL GRANO!

LA COLVA SPRINT
INGREDIENTI
-orzo perlato 1/2 Kg

-stecca di cioccolato fondente

-noci e mandorle (quantità a piacere )

-uva snocciolata

-vincotto

-melograno

PREPARAZIONE
Cuocere lìorzo perlato per circa 20 minuti (molto al dente), scolarlo e lasciarlo raffreddare. Sgusciare le noci e farle a pezzetti, tostare le mandorle e fare anche queste a pezzetti. Tagliare a pezzettini piccoli la cioccolata,
sbucciare il melograno. Tagliare l'uva a metà e snocciolarla. (questa volta ho usato dell'uva fragola piccolissima e l'ho lasciata intera perchè priva di noccioli) Mettere in una ciotola l'orzo e aggiungere le noci, le mandorle, la cioccolata, l'uva e i chicchi di melograno, poi ci aggiungete il vin cotto e si mescola il tutto come se fosse una macedonia. Servirlo in coppette.

Questa ricetta partecipa alla raccolta VINO PER LA NEVE di Maricler e Fabrizio di The chef in on the table

lunedì 24 novembre 2008

Cibo del sud? eccovelo!

Et voilà...
eccomi catapultata in Puglia!!!

E come canta Caparezza "O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via. E subito penso che potrei morire senza te. E subito penso che potrei morire anche con te." La sua è una canzone con una musicalità travolgente ma se poi leggiamo bene il suo testo di "ballare" ci fa passare un pò la voglia....

Ma la mia Puglia è questo: è amore, è odio, è fuga, è ritorno... e non mi stancherò mai di descrivervi il mare di emozioni che mi assale ogni volta che "scendo in Puglia"....

Mi ci vogliono come al solito un paio di giornate di assestamento--- poi? Poi sto meglio, mi riattivo come un lievito secco e continuo... ad essere la solita!

Oggi vi saluto da quin con un piatto tutto mediterraneo.. ma ve lo confesso... è un piatto che ho preparato quando ero ancora nel grande Nord... il pacco di pasta l'ho acquistato da EATALY , l'altro ingrediente base da Daniele (che con il suo VELIERO mi offre sempre il pesce fresco + gustoso).



CALAMARATA PER DUE



Ingredienti:
160g di pasta formato CALAMARATA del pastificio Garofalo
500g di Calamari freschi eviscerati e tagliati ad anelli
3 pomodori tondi di quelli "a grappolo" oppure 150g di pomodori piccadilly
aglio
olio
prezzemolo
sale
pepe bianco
vino bianco secco

La
CALAMARATA è un formato di pasta tipico campano ed è soprannominato così proprio perchè adatto ad essere condito con un sugo di calamari, è una pasta molto callosa, di quelle che danno soddisfazione al palato!

Procedimento:
La pasta richiede una cottura di circa 15-20 minuti, quindi mentre l'acqua arriva a bollore x poi calarci la pasta, ho soffritto un bellissimo e generoso spicchio d'aglio rosso di Nubia in camicia (che ho poi prelevato una volta aromatizzato l'olio), e ho aggiunto i calamari (una nota sulla cottura dei calamari: due sono le "scuole di pensiero e cottura" o li cuoci velocemente (roba di due minuti di orologio) oppure richiedono una cottura lenta di circa 20 minuti altrimenti risultano duri e immangiabili, io credo che alla fine il risultato sia identico - io ho proceduto con la cottura lenta), dopo un paio di minuti ho aggiunto i pomodori a pezzettoni e un 100ml di vino bianco secco... ho coperto la pentola e cotto lentamente a fuoco basso per circa 20 minuti. Nel frattempo ho cotto la pasta, quando era pronta ho regolato il sugo di sale e pepe bianco (in realtà andrebbe il peperoncino, ma a me piace di + il pepe bianco con il pesce), aggiunto la pasta, mantecato a fuoco vivace e aggiunto il prezzemolo.

Servito immediatamente!


martedì 18 novembre 2008

Mamma! Prima di prendere l'aereo dobbiamo preparare le valigie!

Siamo in partenza io e Chiara... ci aspetta sabato un bel jet (mica privato, eh?) che ci porterà in Puglia... ci rimarremo un mese e mezzo circa ... e quando si affrontano permanenze così lunghe i preparativi sono altrettanto lunghi... ho la casa tappezzata da fogliettini vari dove appunto man mano che mi vengono alla mente "le cose da mettere in valigia" in più c'è anche il Natale di mezzo, questo mette una gran voglia di partire "leggere" perchè tanto si tornerà "pesanti"...

La permanenza non sarà una vera e propria vacanza... o almeno non x me, x Chiara invece si...sarà circondata da attenzioni e coccole e ne farà il pieno x l'inverno... la sua mamma invece affronterà una piccola sfida... e soprattutto dovrà accettare di non mettere le "mani in pasta" per un mesetto circa e si augura di tornare + pimpante che mai... si aspetta grandi cose nuove da questo 2009 che è alle porte, deve solo chiudere una "partita" nel 2008 e vincerla...

Ma non vi abbandonerò... mi sono armata di chiavetta USB con tanto di ricette archiviate non ancora postate e poi fotograferò i capolavori dei miei parenti che sotto Natale si lanciano in effetti speciali... magari detterò alle sorelle i testi dei post... o li scriverò con una mano sola... con estrema lentezza, ma lo farò...

Intanto voi state tranquille che è una fesseria quella che devo fare (cioè mi autoconvinco che sia una battaglia semplice)...

Per salutarvi vi lascio un dolce... perchè dopo tanta amarezza tra LADRI DI POST e MINACCE DI MANCATA LIBERTA' DI ESPRESSIONE BLOGGETTARA... ci vuole!!!




La ricetta in italiano la trovate nel suo blog... vi rimando al link... sono fenomenali come è fenomenale la mia cara amica MONICA! Ti voglio bene Vecia e lo dico ad ALTA VOCE perchè sono così fiera della nostra amicizia!!! Grassie grassie grassieeeeeeeeeeeeeee!



giovedì 13 novembre 2008

Uniti in circolo... come anelli


Ieri è stato un pomeriggio un pò "agitato" ...
Sia su Facebook, che controllo con + facilità, che sui blog, di persone conosciute e non , si è scatenata la "CACCIA AL LADRO"... penso che quanto denunciato da Fiordisale e che ho citato nel mio ultimo post è stata solo l'occasione che ha fatto traboccare un vaso già colmo da tempo...

Sono una persona che nel (ormai) lontano anno 2000 ha studiato grazie ad un Master quello che è il mondo dell'Editoria Multimediale, allora era ancora una piccola scommessa, e quante cose sono cambiate! ... l'evoluzione del WEB è un treno ad alta velocità... sia lavorativamente parlando che come semplici appassionati, ci si rende conto che se quel treno lo prendi devi tenere IL PASSO!

Anche allora si parlava di diritto d'autore e di Copyright...
anche allora le paure ed i timori erano palesi...

Purtroppo x vari motivi, io quel treno non sono riuscita a seguirlo come avrei voluto e sperato.. ora il web non è + per me un lavoro, rimane uno strumento... uno strumento però prezioso... che necessita di RIGORE MORALE anche se spesso ci si vuole esonerare perchè è VIRTUALE.

Etica, rigore, giustizia... è quello che vorrei ci fosse attorno a me e al mio blog... ma spesso non è così.

Per fortuna ci sono un pò di blogger che la pensano come me!

E a loro ... a questi anelli della stessa rete che si sono uniti dedico anche questa ricetta di oggi, perchè IO NON SMETTERO' DI POSTARE... almeno finchè il "regime" me lo lascia fare (cari blogger, rischiamo anche questo... guardate qui, qui e qui e poi firmate LA PETIZIONE qui)

ANELLI DI PANE ALLE ERBE
(ricetta tratta da IL PANE DELLE DOLOMITI -ed ATHESIA)



Ingredienti
100g di farina integrale
300g di farina di segale
100g di farina di frumento
30g di lievito
1/4 l di latte
1/8 l di acqua tiepida
1 cucchiaio di zucchero
1/2 cucchiaio di sale
2 cucchiaini di miglio
1 cucchiaino di prezzemolo tritato
1 cucchiaino di germi di grano
1/2 cucchiaino di coriandolo
1 cucchiaino di semi di sesamo
1 cucchiaino di maggiorana
1 uovo x spennellare
crusca per la placca da forno

Mettete la miscela di farina in una scodella e formate al centro la fontana.
Sbriciolate il lievito in una ciotolina, diluitelo nel latte cui avrete aggiunto lo zucchero e versatelo nella fontana.
Spargete il sale tutt'intorno e aggiungete gli altri ingredienti, con lacqua impastate il tutto fino ad ottenere una pasta di media consistenza.
Copritela e lasciatela lievitare in un luogo caldo per 20 min. lavorate la pasta su una spianatoia infarinata per qualche minuto ancora e dividetela in 3 parti uguali.
Arrotondate ciascun pezzo, appiattitelo leggermente e con il mestolo fate un buco nel mezzo, che allargherete con movimenti circolari in modo da formare un anello.
Adagiate i pani sulla placca del forno cosparsa di crusca, spennellateli con l'uovo. Fate lievitare per altri 15 min e cuocete in forno preriscaldato a 200° finchè non sono ben dorati e cotti.


mercoledì 12 novembre 2008

IMPORTANTE: controllate e denunciate

Vi segnalo questo post di Fiordisale perchè è giusto che chi passa anche dal mio blog sappia...

ANDATE QUI PER MAGGIORI DETTAGLI


in pratica si tratta di vera e propria "ruberia" di post e foto dai nostri blog
Più siamo a denunciare e segnalare
Prima questo BLOG avrà breve vita

Con il consenso di FIORDISALE trascrivo interamente il suo post e vi invito a fare altrettanto sui vostri blog, queste frodi devono avere vita breve.

Ieri sera mi è successa una cosa a dir poco strabiliante, mettetevi comodi, sarà meglio parlarne.
Ho trovato un blog chiamato giust’appunto la strada della gastronomia, che secondo me, di strada ne farà ben poca.

Ogni giorno i gestori di questo blog setacciano i blog (altri blog, di proprietà altrui) che gli stanno simpatici e con estrema leggerezza e incurante delle leggi in vigore, preleva l’articolo (o gli articoli) che gli piacciono per copincollarli direttamente sul suddetto blog.

É stato esattamente così che mi sono ritrovata il mio precedente articolo sulle zucche completamente scopiazzato, con tanto di foto.

Ovviamente ho immediatamente commentato protestando per la rapina, e nel frattempo mi sono data da fare per riuscire a capire chi contattare per far rimuovere il blog in questione.

Questa mattina un qualcuno che non ha neanche avuto la decenza di presentarsi con la mail “chatmania@hotmail.it” mi ha scritto dicendo che non sapeva di commettere abusi e dicendo che se gli avessi dato il consenso avrebbe pubblicato i MIEI articoli mettendo un generico riferimento in blogroll.
Consenso che mi sono rifiutata di dare e li diffido apertamente di copincollare opere artistiche che non appertengono ad altri che ai veri autori che li pubblicano.

Ho spiegato per ben 3 mail cosa dice grandi linee la legge ed ho avvisato questa chamania (chatmania, dico ma vi rendete conto?) che sarei passata altri metodi se avessi notato ulteriori violazioni.

Anche ammettendo che quando m’incacchio abbestia il mio livello comunicativo scende di qualche punto, e mettiamoci pure dentro che rinuncio all’infiocchettatura dialettica, andando direttamente al sodo, però francamente a me pareva di essere stata chiara, anzi esplicita e invece, dopo solo un quarto d’ora da questo scambio di mail, è stato pubblicato il clone dell’articolo, di cui riporto la foto, che Sandra pubblicò tempo fa (lo ricordo perchè quel turchese è indimenticabile). Anzi con Sandra si è avuta la buona decenza di cambiare titolo al post, con me manco quello, il mio post era clonato in tutto, persino nel titolo, e dopo le mie minacce è stato rimosso.

In realtà quest’abitudine sta prendendo sempre più campo e solo se ci compatteremo riusciremo ad annientare questi novelli Berluschini, se ne parlò già qua e qua, adesso BASTA!

Le cose da fare (urgentemente)

Tutti i blogger vadano a quest’indirizzo per cercare eventuali post fraudolenti.

Pubblicizzare la cosa per divulgare le informazioni e fare terra bruciata attorno ai piedi di questa signora chatmania

Se ci fossero avvocati online avrei bisogno di capire come fare per avere i dati per poter fare degli esposti e/o denunce, o addirittura richiedere alla piattaforma l’oscuramento del blog (tipo google per blogger.com e wordpress.com, eccetera). Perché chi usa piattaforme come wordpress.com (ma anche tutte le altre a carattere gratuito) ha la possibilità di mimetizzare la propria identità, il che gli da la sbagliata convinzione di godere del massimo dell’anonimato e quindi di potersi permettere qualunque porcata.

Bè signora CHATMANIA così non è, per me la tua strada della gastronomia è arrivata al capolinea.



Sono indignata, non dico altro


Aggiornamento del'ultimora:
il blog in questione è stato oscurato... speriamo non si presenti sotto altre spoglie... ma tanto noi siamo in allerta!

martedì 11 novembre 2008

Smacafam

Chi mi conosce oramai sa che entrare per me in libreria è letteralmente DELETERIO... non esco da quei luoghi senza un qualcosa in mano, un librino, un librone, un romanzo, un ricettario... un manuale per la perfetta mamma... e le librerie a casa mia non fanno che scoppiare di SALUTE!!! :D

Questa ricetta proviene da uno degli ultimi acquisti fatti... ho scoperto una casa editrice veneta veramente valida... originale è anche il suo modo di impaginare graficamente i suoi libri... come primo libro ho acquistato PANE, PIZZE, FOCACCE, TORTE DOLCI E SALATE. La casa editrice è la MULINO DON CHISCIOTTE.

Avevo un pò di pane raffermo e così mi sono lanciata a provare questa verisone dello SMACAFAM... cercando poi su Internet ho trovato varie notizie su questo tipo di preparazione ... in pratica "Lo smacafam è un piatto tipico della cucina trentina legato al carnevale. L'origine del termine (smaca= picchia con forza e fam = fame) si riferisce alla capacità di placare l'appetito. È un tipo di torta salata da consumare calda. Si tratta di un antipasto servito a fettine o a fine pasto."

A noi è piaciuto tanto... e già so che qualche mio amico pugliese verace avrà da ridire... spesso mi accusano di essere troppo nordica nella preparazione dei miei piatti... ma non ci posso fare nulla se sono golosa di queste cose e se la cucina delle "ALPI" mi ha sempre attratto!



Ingredienti
4 panini raffermi (circa 300g di pane secco)
1/2 Litro di latte
2 uova
100g di farina bianca
2 Lucaniche fresche
olio extravergine di oliva
prezzemolo
sale
pepe

Preparazione
Tagliate a dadini il pane e disponetelo in un'ampia terrina; bagnatelo con il latte tiepido, coprite e lasciatelo riposare per un'ora. Aggiungete le uova, la farina, le lucaniche tagliate a pezzettini, un giro d'olio, pepe e sale.

Amalgamate il tutto e mettete in una teglia oliata in forno (io ho usato la carta forno) a 180°C per circa 20 minuti, servite caldo.

mercoledì 5 novembre 2008

una torta gotica

Ispirazione...
anche di ispirazione si parla quando si pensa alla cucina... perchè se uno ha in mano gli strumenti giusti e la voglia e la calma e l'estro... beh... può creare sul serio cose buone e belle...

Ieri mi sono ISPIRATA ... oggi ho agito...

Lo devo al Blog di Alex che a sua volta lo deve al libro che Nicole ha da poco scritto ... insomma questa è una storia di scambi e di ispirazioni... e poi lo devo allo stampo "gotico" della Silikomart ...

e da tutto questo è nata lei...
la mia


Insomma una torta tutta tedesca.. nella forma e nel gusto!

Per le dosi ho seguito senza alcuna eccezione quelle della ricetta che x facilità di lettura vi ri-trascrivo...


Ingredienti per uno stampo da cake lungo 30 cm - in questo caso lo stampo CATTEDRALE di Silikomart.
  • 150 gr di burro morbido (+ un po' per lo stampo)
  • 250 gr di farina (+ un po' per lo stampo)
  • 1/8 l di latte
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 3 uova grandi
  • 3-4 banane mature (circa 300 gr)
  • 100 gr di farina di cocco
  • 3 cucchiaini di lievito per dolci
Preparazione: accendere il forno a 180°C. Imburrare e infarinare lo stampo o rivestirlo di carta da forno. Sciogliere il bicarbonato nel latte.
In una grande scodella sbattere il burro, lo zucchero e le uova con la frusta elettrica fino ad ottenere una crema. Sbucciare le banane e schiacciarle con la forchetta. Aggiungere le banane ed il cocco al composto e mischiare brevemente. Unire la farina setacciata ed il lievito. Versarvi il latte con il bicarbonato e mischiare il tutto con un cucchiaio di legno. Il composto deve risultare denso.
Versare il composto nello stampo e infornare (a 160° se ventilato) per circa 45-50 minuti. Fare la prova dello stecchino. Far raffreddare la torta per almeno 10 minuti prima di toglierla dallo stampo.



Alex nel suo post ci comunica che la torta è ancora + buona il giorno dopo e il giorno dopo ancora... ma la mia non so se resisterà tanto tempo... Chiara la mangerà a merenda... io? già assaggiata a pranzo! Buonissimaaaaaaa!

domenica 2 novembre 2008

Fasoi in Potacin


Fa freddo...
almeno qui a Torino perchè per quel che so in Puglia sembra primavera inoltrata e vanno a fare passeggiate calde al mare!
Ma vi dirò... come sono "fan" della stagionalità del cibo (e qui ho delle vere maestre a riguardo, non è vero SalsaDiSapa, Enza, Monica e Graziella?) sono anche "fan" della stagionalità da calendario... capperini siamo ai primi di novembre e non mi sembra il caso di "girare" a maniche corte... un pò di ritegno tempo!!!!
A me poi l'autunno e l'inverno mi donano una calma e una serenità incredibile... sono tipa da focolare io, mi piace il tepore della casa quando rientri da una passeggiata x le vie del centro (come quella che abbiamo fatto stamane), mi piace tornare a casa... pranzare e riposare sotto le coperte mentre magari hai messo anche a lievitare un pò di "roba dolce" (oggi mi sto dando a questi... Paoletta docet) .. poi svegliarsi e pensare a come giocare con la cucciola di casa... magari con forbici e colla ispirandosi qui...

e poi ci sono loro... che poi secondo me sono i veri "principi dell'inverno"--- io vivrei di zuppe, minestre coccolose, hummus et simili...
parlo dei legumi!

La ricetta che vi propongo oggi è veneta (da qui il nome) ed è tratta dal "solito libro" dello SlooWFood Editore: RICETTE DI OSTERIE D'ITALIA - L'ORTO

FASOI IN POTACIN

x 4 persone o x 2 persone affamate (noi)

mezzo chilo di fagioli borlotti freschi sgranati
una cipolla
2 spicchi d'aglio
una foglia di alloro
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
una fetta di guanciale (nel mio caso una fetta di speck)
mezzo bicchiere d'olio EVO
sale
pepe

In una casseruola soffriggete leggermente nell'olio un trito di cipolla e aglio e il guanciale tagliato a cubetti. Unite i fagioli, il concentrato di pomodoro e la foglai di alloro. Aggiustate di sale e pepe, allungate con acqua fino a coprire il tutto di almeno 4 dita e portate a bollore. Cuocete molto lentamente per circa un'ora - a fine cottura i fagioli devono risultare tenerissimi - e servite.

Io ho aggiunto verso la fine cottura un buon pugno di maltagliati freschi...

Ovviamente regolatevi se aggiungere durante la cottura altra acqua se preferite una zuppetta + brodosa, in altrenativa questi fagioli sono anche ottimi come contorno e quindi poco zupposi.

Buona stagionalità a tutti!



venerdì 31 ottobre 2008

un dolce "pret a porter"

Preparatevi!

Questo è il primo di una serie di post che dedicherò agli stampi in silicone che mi sono stati omaggiati dalla Silikomart, non me ne vergogno a dirvi che un mesetto fa mi hanno contattata ed ho accettato ben volentieri di provare parte della loro "produzione"... ovvio... tutto fatto con il mio solito stile da mamma indaffarata e nulla più!!! E a loro è andata bene così!

E venerdì finalmente mi è giunto il loro pacco!!!!

A dirla tutta lo stampo in questione si chiama LINGOTTO e già il nome mi ha fatto pensare non ai lingottini d'oro ma alla città dove vivo... è uno stampo che si presta meglio a creazioni di mousse salate da far "riposare" in frigo...

Io invece ho voluto usarlo x farci delle tortine dolci... in fondo il lingotto è anche la forma che si da all'oro... e le mie tortine erano preziose... le ho usate x ringraziare chi, sabato, ci ha concesso di andare al Salone... chi con affetto ha coccolato Chiara nelle ore in cui noi due eravamo lì a festeggiare il nostro Anniversario! Ancora grazie Federica e Nicola! Se non fosse stato per voi....

la ricetta l'ho tratta dal blog di FdZ ... mi ispirava tanto l'uso dell'olio al posto del burro e l'abbondante uso generoso del limone... entrambi donano ai dolcini un gusto unico!!!

Con queste dosi ho realizzato 8 muffin e 8 lingottini...

180gr di farina, 1 cucchiaio di lievito per dolci, 3 uova medie (circa 60g l'una), 170gr di zucchero, 150ml di olio extravergine di oliva, 2 limoni non trattati, 1 cucchiaio di semi di papavero, 1 pizzico di sale

Scaldare il forno a 180 C. Lavare i limoni e grattugiare la scorza. Spremerli e mettere il succo da parte. In una terrina unire la farina, il lievito, lo zucchero, la scorza di limone e i semi di papavero.

Mescolate bene gli ingredienti poi aggiungete l'olio, il succo di limone e le uova legermente sbattute. Se il composto dovesse risultare ancora asciutto, aggiungete un pò di latte.

Mescolate delicatamente e versate negli stampini senza pero' riempire fino all'orlo in modo che non si gonfino durante la cottura. Infornate per 35 minuti lasciate raffreddare e spolverate con zucchero a velo.

Buoni, Buoni, Buoni!!!


martedì 28 ottobre 2008

Cronaca azzurra del Salone del Gusto




Il Salone del Gusto è un evento,è giusto dirlo.
Nel tempo l'evento è cresciuto, per dare spazio e rappresentanza a più aziende, a più realtà. Come tutti gli eventi che pretendono di rappresentare realtà così vaste, per essere goduti appieno hanno bisogno di uno studio preventivo, e di molta, MOLTA, calma.

La calma e il tempo sono state le cose che ci sono mancate per esplorarlo come avrei voluto... L'ingresso al salone è stato un'occhiata veloce e qualche assaggio per stuzzicare l'appetito in vista del nostro evento...

Attraversando banchetti e banchettini di vari generi, dopo un saluto da lontano alla cantina e alla birreria (avrebbero meritato una lunga visita a parte...), siamo andati subito a cercare lo spazio del cibo da strada, che poteva essere una vera rivelazione... E, invece, sinceramenete non mi ha entusiasmato, ma sono caduto in tentazione sul cartoccio di calamari fritti : uno dei miei punti deboli! (alle 12:00 ci stava bene)



Ma poi i calamari della riviera del Brenta sono così speciali? Sarà che sono un pugliese, ma quelli che mangio a Lecce sono più saporiti!

Anche lo stand del Lazio ha puntato sui cibi da strada (Panino con Porchetta su tutto, ça va sans dire), siamo passati allo stand della Puglia (molto molto elegante, e non per partigianeria... Pannelli neri con teche che racchiudevano gioielli della tradizione, come le scamorze legate con lacci dorati), e allo stand del Veneto (dove ho assaggiato dei fasolari crudi ottimi, questi sì).

Dirigendoci verso lo stand della Valle d'Aosta siamo rimasti colpiti dal folklore e dal colore degli ospiti di terra madre che portavano le loro esibizioni in giro per gli stand.




L'Emilia Romagna non era da meno con un esibizione cantata sulla preparazione del tortellino...







Dopo questo giro pre-aperitivo ci siamo calati nel nostro evento invito del pranzo valdostano. Katy da buona padrona di casa ci ha accolto nello stand e dopo due chiacchere i sommelier hanno cominciato a farci capire come sarebbero andate le cose con un aperitivo fuori programma.

Ho assaggiato il boudin di sanguinaccio senza sangue (una salsiccia di rapa rossa, patata e lardo) accompagnata da fontina e pane nero raffermo.

Sulle portate del pranzo vi dico che sono state tipiche, rustiche ed eccezionali per semplicità e sapore allo stesso tempo.









le parole sentite al tavolo sono state altrettanto eccezionali: l'amore di Roberto Ronc per la sua regione, le montagne, gli alpeggi, la fontina e il latte e le vacche.

Avrei voluto avere la possibilità di scambiare meglio due chiacchere con Guffanti, l'affinatore di formaggi che aveva iniziato un discorso sulla qualità nel mercato dei formaggi in generale e della fontina in particolare, poi interrotto.

Avere i sommelier al tavolo ha stimolato la mia curiosità, e si doveva vedere parecchio, perchè dopo le spiegazioni passavano da me a dire qualche altra notizia sul metodo o sul vigneto... Con sei vini su sei portate, credetemi: la curiosità si fa ebbrezza...

Cronache rosa dal SdG 2008 - la parte di Cuochetta

Sabato 25 anche Cuochetta in compagnia del suo prode cavaliere hanno varcato la soglia di quello che insieme all'uscita abbiamo definito il BAZAR DEL GUSTO... la motivazione era quella di festeggiare i nostri primi 5 anni di matrimonio in modo "originale" di certo ci siamo riusciti!

Non vi farò una telecronaca di quello che ho vissuto... ci sono persone che l'hanno già fatto in maniera esemplare e vi rimanderò alla fine del mio post ai loro post così completerete la "visuale"...

Una cosa è certa... quando 4 anni fa partecipai al mio primo salone c'era tutto l'entusiasmo e la "forza" di sostenere tale evento... questa volta mi sono sentita "diversa".... un pò spaesata, un pò cinica, un pò come " Gesù nel Tempio"... si è questa l'immagine un pò "biblica" che mi ha fatto venire alla mente quel luogo.... mercanti di ogni dove, gente da ogni dove, caos e confusione... a che scopo?

Immaginatevi il vostro mercatino rionale... moltiplicatelo all'ennesima potenza, rendetelo unico al mondo e fate in modo che ci sia una rappresentanza dei mercatini rionali di ogni piccolo luogo della terra... provateci e chiudete gli occhi... questo è quello che si tenta di fare del Salone Internazionale del Gusto... paesi ricchi e paesi poveri che si mischiano in una babele di gusti, suoni, sapori e odori...

Poi, per fortuna, al Salone si va anche ad incontrare cari amici... ed invitati da loro ci si immerge (almeno si tenta) di immergersi in un atmosfera diversa, meno caotica... montanara salubre e "rilassante" come lo stesso Roberto Ronc (tecnico dell'Assessorato regionale dell'Agricoltura e delle risorse naturali della Valle d'Aosta) ha definito...ma di questo vi racconterò meglio in un'altro post... see you!


Lo stand emiliano dopo la performance sul "tortellino"... gli oggetti si riposano!

Stand Pugliese... dove una pugliese aveva voglia di "sentirsi a casa"

Campagna x la difesa del lavoro dei contadini

Campagna x la sensibilizzazione alla raccolta differenziata dei rifiuti

Come riciclare un pò di vecchi quotidiani e riposarsi in "santa pace"

Giusto-Buono-Pulito... sarà sempre così?

Lo stand della Valle D'Aosta


Fontina=Vallèe
Prima...


Fontina=Vallèe
Dopo...

Per altre visioni della stessa esperienza vi rimando
da Marinella , da Davide, dai CdC, da Giu&Cat, da Grazia...

mercoledì 22 ottobre 2008

una pasta semplice x un periodo complicato

No... non voglio assolutamente tediarvi, non ve lo meritate... ma potete ben immaginare i motivi della mia assenza dal blog... insomma qui, dicono, CI DOBBIAMO FORMARE GLI ANTICORPI e dobbiamo anche mettere a dura prova la PAZIENZA, la CAPACITA' genitoriale, la FANTASIA e la FORZA FISICA ....

ma la cucina, la cucina rimane...
passione sfrenata mentale e materiale...
quella non la voglio abbandonare!



Oggi vi propongo una ricetta semplice semplice, ma d'altronde è la legge della sopravvivenza organizzarsi in questi periodi con ricette poco elaborate... arriveranno tempi migliori in cui come mamma e donna avrò la calma di CUCINARE come si DEVE!

Dosi x 2 persone
170g di pasta genovese detta CROXETTI**
100g di salmone affumicato
una piccola cipolla bianca
panna da cucina 80ml (circa 3 cucchiai)
vino bianco
sale
pepe bianco
prezzemolo

Il procedimento è semplicissimo: mentre cuoce la pasta si soffrigge leggermente la cipolla e la si sfuma con poco vino bianco, si agginuge il salmone tagliato a piccole listarelle e si spegne il fuoco... quando la pasta è cotta la si manteca in padella aggiungendo secondo il gusto poco sale, pepe bianco e prezzemolo, in ultimo i cucchiai di panna.

Servire caldi.

**I corzetti o croxetti sono una pasta tipica della cucina ligure.
Sono detti stampati perché la decorazione di questi piccoli cerchi di pasta a forma di medaglione è ottenuta mediante uno stampino in legno che decora la pasta in modo da "prepararla" ad accogliere meglio il condimento. In alcune botteghe artigianali si trova ancora chi fabbrica questi stampi così utili per preparare questa pasta tipica.
I corzetti stampati compaiano nel medioevo, nell'epoca rinascimentale. Le famiglie nobili del tempo pare ordinassero ai loro cuochi di realizzare un tipo di pasta che riportasse il proprio stemma, tutto ciò con lo scopo di rammentare ai commensali l'importanza della loro famiglia e per riaffermare il proprio dominio sul territorio.
Le incisioni erano solitamente differenti sulle due parti.
Il nome deriva dall'immagine stilizzata di una piccola croce, una crocetta ("cruxetta") con la quale veniva originariamente decorato un lato di questi medaglioni, da qui il nome "cruxettu".
Gli stampi sono composti da due parti: una è un cilindro con una parte dai bordi taglienti e serve per tranciare i dischi di pasta, l'altra ha la forma di timbro..
Il legno utilizzato per la costruzione degli stampi è di essenze particolari (melo, pero, acero, faggio), per evitare che il tannino o le resine, presenti in altri legnami, trasmettano alla pasta un gusto sgradevole.
(notizia presa dalla RETE)


Intanto mi preparo psicologicamente a sabato...
festeggierò 5 anni di matrimonio in un modo del tutto originale...
ve lo assicuro! ^__^



giovedì 16 ottobre 2008

WBD - La giornata mondiale del pane - il mio pane alle 7effe






3rd World Bread Day hosted by 1x umruehren bitte aka kochtopf


Partecipo finalmente anche io al 3° anno dell'iniziativa promossa da ZORRA di kochtopf

Purtroppo un pò in "corner" perchè presa da altre cose (doveri di mamma-infermiera) sono costretta a scrivervi velocemente la ricetta di questa bella pagnotta fatta questo WeekEnd in occasione dell'apertura del mio B&B ^__^





Pagnotta alle 7effe per 7 commensali affamati

Ingredienti

300g farina SetteEffe* del Mulino Marino
200g du Farina "0"
230ml acqua
20g lievito birra fresco
2cucchiaini di malto di riso
2cucchiaini di sale
1CUcchiaio di olio EVO
80ml latte

Ho fatto il poolish con
50g di farina 0
50ml di acqua
i 20g di lievito
i 2c di malto

Ho atteso il suo raddoppio (circa 1 ora) e impastato i rimanti ingredienti con il poolish.

Ho formato la pagnotta e l'ho messa a lievitare avvolta in un telo di lino per circa 2 ore, dopo ho fatto due folding con le pieghe di Adriano intervallati da mezzora di lievitazione tra il primo e il secondo.

Ho poi acceso il forno a 200° e inserito la pagnotta tagliata con una lama affilata come dalla foto.
Nel forno per creare umidità ho inserito 2 bei cubettoni di ghiaccio, così la crosta risulterà perfetta!

7effe sta x 7farine: grano tenero-grano duro-segale-farro-mais-riso-grano saraceno (un mix fantastico!)

Buon appetito a tutti e Buon pane!



martedì 14 ottobre 2008

Riemergo e pesto... cosa? part two

Che fatica!
beh... non è semplice avere la casa piena di sorrisi e contentezze... no no non mi lamento mica io... e chi dimenticherà la faccia di Chiara contenta con la sua innocenza di bimba quando questo o quell'altro zio la riempiva di attenzione e coccole... di piccoli regali e sorprese... penso che ognuno di noi ha nel suo cassetto dei ricordi questi momenti da bimbo felice... e così sono stata ass
ente giustificata dalla mia Blogosfera, dal mio Feisbuuk, dalle mie mail tra amiche, dai miei forum preferiti...

Le coccole poi, sono state e continuano ad essere anche per me... ora la mia sorellina minore (la Lux) sta COMBATTENDO nel vero senso della parola con un chilo di cozze sarde... che nutriranno me, Vince e lei questa sera... io che ODIO pulire le cozze come non potrei essere felice di tal coccola???

E mentre mi preparo anche io al BREAD Day (quest'anno partecipo anche io YEAHHH!) (le istruzioni le trovate cliccando qui o sul bannerino alla vostra sx)
intanto vi posto un pesto molto gustoso... sempre per partecipare alla PESTATA Fantasy della Gì...



Pennette con Pesto di Zucchine e pistacchi
(tratta dal libro RICETTE DI OSTERIE D'ITALIA - L'ORTO SlowFoodEditore)

x 4 bocche da sfamare
380g di pennette rigate (le mie? Rummo)
3 zucchine grandi (io ho usato la varietà di zucchina trombetta tipica della Liguria)
un ciuffetto di prezzemolo
un cucchiaio colmo di pistacchi di Bronte
parmigiano reggiano
olio EVO
sale, pepe nero

Pulite e lavate le zucchine, tagliatele a rondelle e soffriggetele in olio EVO, quando saranno uniformemente dorate, tritatele con i pistacchi (tenetene da parte alcuni per la guarnizione e conservate intera qualche rondella di zucchina), un filo d'olio, sale, pepe nero macinato e un ciuffetto di prezzemolo. Frullate il tutto fino ad ottenere un amalgama omogeneo.
Lessate la pasta in acqua salata, scolatela e saltatela insieme al pesto, servite con abbondante parmigiano grattugiato, guarnendo i piatti con rondelle di zucchina passate nell'olio e pistacchi.




mercoledì 8 ottobre 2008

Pesto Fantasy part one


Avrò a breve la casa invasa da fratelli e cognati... sembra si siano messi daccordo... ma per una serie di coincidenze bazzicheranno casa fino a martedì ben 3 zii di Chiara più una acquisita... un bel numero se si pensa che da 3 si diventa in 7!

Così prima di immergermi in chiacchiere, giri x la città e cucinate varie... posto velocemente la mia prima ricetta di PESTO che partecipa all'iniziativa di FIORDISALE...

Concorso Pesto 2008


Non mi affibbio la maternità della ricetta... l'ho presa chissà da dove e appuntata sul mio blocco delle ricette... e in questa occasione leggermente modificata..

Siori e siori.... ecco a voi il
PESTO DI PREZZEMOLO E NOCCIOLE DELLE LANGHE

Mettete nel vaso del frullatore o, meglio, nel mortaio un ciuffo abbondante di foglie di prezzemolo con 50 g di grana, uno spichio d'aglio, uno scalogno, 50 g di nocciole delle langhe tostate e sgusciate, un cucchiaio di aceto di mele e 5 filetti di acciughe sottolio. Frullate tutto diluendo con circa 2 dl d'olio fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo. Quando è pronto regolate di sale, insaporite con un pizzico di peperoncino piccante.




Questo pesto è perfetto per farro, orzo e altri cereali lessati e Tagliatelle... io però l'ho usato per condire delle caserecce integrali del pastificio Garofalo di Gragnano... ottimo direi!

lunedì 6 ottobre 2008

giovedì 2 ottobre 2008

Il ricordo di un sapore

Ci sono volte in cui ti basta leggere di sfuggita un post, nella tua vita che pur sembrando nella norma si verifica molto più frenetica di quanto tu possa desiderare... immagazzini le informazioni... non ci pensi più...
poi un mattino come tanti, quello di una domenica passata in casa "agli arresti domiciliari" (immaginate un pò perchè...), ti ritorna alla mente qualcosa DI ANTICO... allora pensi, pensi a quello che le tue papille gustative vorrebebro ritornare a GUSTARE... Ti vengono alla mente antichi sapori e ricordi di infanzia... e così ritorni bambina e ti viene voglia di riprovare le stesse sensazioni...

Nonna Irene non era mia nonna, era la nonna dei miei cugini ovvero la mamma del loro papà che non è nè fratello di mia madre e nemmeno di mio padre, ma che ha sposato la sorella di mia madre... loro sono greci... dell'Isola di Kos... la nonna Alessiadis faceva di cognome e nei suoi lineamenti e nei suoi sorrisi potevi godere del mare che li abbracciava..
Io e i miei fratelli abbiamo vissuto momenti di festa felici a casa dei miei zii..
momenti in cui univamo con inconsapevole innocenza da bimbi nelle nostre bocche la cultura gastronomica e i sapori di due paesi così vicini e così lontani: la Grecia e l'Italia...

Questa ricetta fa parte di quei momenti, tramandata a voce e trascritta nei quaderni di cucina di tutte le donne del clan...



CAKE DI NONNA IRENE

Dosi per una teglia di 26cm di diametro

400gr di mandorle pelate e leggermente tostate e tritate
220gr di pane grattugiato secco
250gr di zucchero
50gr di farina 00
6 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato,
200gr di uva sultanina
cannella macinata al momento q.b.
succo di mezzo limone
succo di mezza arancia
la buccia di un limone grattugiata
un bicchierino di cognac,
zuccata o cedro canditi q.b.
latte q.b.

Preparare tutti gli ingredienti in modo tale da avere tutto a portata di mano.

Pelare le mandorle, tostarle e tritarle finemente.
Inumidire l'uva sultanina per qualche minuto, strizzarla e infarinarla.

Separare i bianchi d'uovo dai tuorli e montarli a neve con un pizzico di sale.

Montare i rossi incorporando a poco a poco tutti gli ingredienti. Il composto risulterà piuttosto compatto, aggiungere in ultimo i bianchi montati a neve e se l'impasto dovesse risultare troppo secco aggiungere il latte, ma non troppo da farlo risultare liquido, deve solo risultare facile da mescolare con un cucchiaio di legno.

Versare il composto in una teglia da 26 cm foderata da carta oliata. Scaldare il forno a 180° e cuocervi il cake per circa 30m. Deve risultare ben dorato. Raffreddare e trasferire in un piatto da torta, può mantenersi parecchi giorni...




Questa ricetta partecipa al concorso organizzato da CavolettoDiBruxelles
Si ringraziano Giuseppe e Celeste per la "ciotola" che ospita il cake...